Storia
Vitigno autoctono della Puglia, il Susumaniello è un vitigno antico, con probabili origini dalmate che non chiariscono il come, quando e perchè è arrivato in Puglia, esattamente nella zona dell’alto Brindisino, quasi ai confini con i primi comuni della provincia di Bari. Il suo nome così curioso è dovuto al fatto che il vitigno, specialmente nei primi 10-15 anni di vita, ha la caratteristica di essere un vitigno molto produttivo, tanto da caricarsi in modo quasi spropositato di grappoli di uva, da ciò ne deriva il nome che sta a significare “carico come un somarello”. Diffuso nel brindisino e nelle zone vitivinicole intorno ad Ostuni e Fasano, nuovi impianti si possono trovare nella zona dell’Alto Salento a testimonianza della fiducia che i nuovi vignaioli riversano verso la difesa e valorizzazione del proprio territorio anche attraverso i vitigni autoctoni più storici.
Il Susumaniello era utilizzato maggiormente in uvaggio con altre varietà della zona, negli ultimi tempi si sta riscoprendo anche in alcune vinificazioni in purezza particolarmente interessanti.
La pianta del Susumaniello
Il Susumaniello è conosciuto anche con i sinonimi di Somarello nero, Sumariello nero, Zuzomaniello, Cozzomaniello, Zingariello (testimonianza delle sue origini Dalmate), Grismaniello e Lacrima di Puglia. La pianta che trova la giusta dimensione se allevata ad alberello, presenta una buccia di colore nero-bluastro, pruinosa, molto spessa. La piena maturazione e la vendemmia di solito vengono effettuate dopo la seconda decade di settembre.
Il vino
Dal Susumaniello si ricava un vino di un rosso rubino intenso con sentori un tantino rustici dove prevale il fruttato-vegetale. Il vino ha un buon tenore alcolico ben bilanciato dalla componente tannica leggermente più incisiva e “rustica” e da una buona dose di acidità che lo rende un vino portato a un invecchiamento medio. Ottimo compagno di primi piatti saporiti e di buona sostanza, di carni alla griglia e formaggi di media stagionatura come il tipico formaggio a forma di pera, il Caciocavallo podolico.
Il Nomas di Tenuta Partemio
Questo vino è uno dei primi cru del salento, insieme all’Aleatico e allo Chardonnay e deriva da uve selezionate di Susumaniello di 70 anni di età, coltivate nelle terre di Latiano in provincia di Brindisi. La raccolta delle uve avviene a fine settembre, quando le uve raggiungono un’ottimale grado di maturazione, i grappoli migliori vengono raccolti manualmente in cassette. La vinificazione è caratterizzata da una lunga macerazione in tini di acciaio inox, l’affinamento avviene in barriques di rovere per 16-18 mesi ed almeno 7 mesi in bottiglia.
Il Nomas di Tenuta Partemio si presenta piacevole e nitido nei suoi aromi resinosi, con note speziate e di frutti rossi, da abbinare con dell’ Agnello con aglio e rosmarino e con del Caciocavallo podolico accompagnato con del pane di Altamura Dop.














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