Ecco a voi Sua Maestà la FRISEDDA.
Una delle tradizioni culinarie più tipiche e uniche del nostro territorio per il quale non c’è salentino che non ne vada fiero. La leggenda fa risalire le origini al periodo dei Crociati che partivano proprio dai porti salentini di Otranto, Brindisi ed altri porti pugliesi per raggiungere la Terra Santa all’inizio del primo millennio.
La buona e sana Frisa Salentina è un tarallo di grano duro o di orzo cotto al forno, tagliato a metà in senso orizzontale e fatto biscottare nuovamente in forno.
Per gustarla deve essere immersa in acqua fredda per un tempo necessario a determinare il grado di durezza secondo le esigenze del commensale; si può guarnire in diversi modi, dai più semplici: pomodoro spremuto o a pezzettini, olio di oliva , sale , origano; ai più complessi: tonno, peperoni, fagioli, cetriolo e tanti altri modi.
Si tratta di un alimento utilizzato soprattutto d’estate, sano e nutriente, che nei tempi moderni viene riscoperto e valorizzato anche in ristoranti e location rinomate.
La Colonna di Sant’Oronzo domina la piazza omonima, è alta più di ventinove metri e sostiene la statua del santo patrono di Lecce, nell’atto di benedire la città. Il fusto e il capitello provengono da una delle due colonne poste al termine della Via Appia, la strada consolare romana che giungeva sino a Brindisi. Fu proprio la città di Brindisi a darla in dono ai leccesi, in onore di Sant’Oronzo. La colonna fu realizzata da Giuseppe Zimbalo nel 1681-1686: così la città adempiva al suo voto e ringraziava il patrono per averla preservata dal flagello della peste. La statua originaria – in legno, ricoperta di rame e lavorata da maestri veneti – fu semidistrutta nel 1737, da un incendio causato dai fuochi d’artificio. Essa fu rifatta in bronzo, su disegno di Mauro Manieri, e ricollocata sulla colonna nel 1739, con gran giubilo della popolazione. Recentemente è stata restaurata.
Ecco una splendida crostata artigianale con crema di Olivotto. Un dolce classico con risvolti gustativi inaspettati. La crema Olivotto non rende stucchevole il dolce come con le classiche confetture industriali cariche di zuccheri. Il retrogusto alle olive è un esempio di alta pasticceria ed innovazione che il Salento può esprimere al meglio. Bon appetit!
Il lido con solarium, doccia e lounge bar. Al tramonto diventa un delizioso locale sul mare con live music e divertimento fino a tarda notte.
Litoranea Gallipoli-Leuca, Torre Suda (Le)
Traduzione: Ceci con lasagna lessa e fritta. Ricetta tipicamente contadina composta da pochi semplici ingredienti: aglio, olio, peperoncino, pasta fatta in casa (la tria) e ceci (li ciciri).
Alberobello è celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate Trulli e risalenti al XV secolo. Dal 1996 sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
La stupenda baia tra scogli e sabbia si trova nei pressi di Otranto ed è il luogo dove, secondo la tradizione, sbarcarono i guerrieri turchi nel corso dell’assedio alla città di Otranto del XV secolo.
Il Ristorante Grotta Palazzese è incastonato in una grotta della scogliera di Polignano a Marea. Qui la roccia, in seguito a fenomeni carsici e all’azione erosiva delle acque del mare, ha qui scavato stupende grotte che si specchiano su una trasparente acqua verdazzurra. La grotta più bella e più grande in assoluto è la Grotta Palazzese, detta un tempo Grotta di Palazzo.










